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A poche centinaia di chilometri a est di Bordeaux si trova il vigneto di Pécharmant, considerato il fiore all’occhiello dei vini del Périgord o Pomerol de Bergerac…

Nel corso del tempo, Corbiac, nel cuore di Puycharman...

Le prime tracce di vita e attività nella preistoria

Nel Perigordiano superiore, 20.000 anni a.C., all’epoca delle pitture rupestri di Lascaux, quando l’Homo Sapiens Sapiens, dopo aver scoperto l’ago per la cruna in osso, non si “drappeggiava” più con pelli di animali ma vestiva abiti “cuciti”, il sito di Corbiac era già abitato. Gli scavi archeologici condotti dall’Università di Bordeaux negli anni ’60, sotto il prato del castello, hanno portato alla luce laboratori di selciatura e speciali scalpelli a diedro, noti come “scalpelli di Corbiac”, oggi esposti al Museo Nazionale di Preistoria di Les Eyzies.

A poca distanza dal guado del torrente “Caudeau” e sul fianco di una collina da cui la vista si estende per una trentina di chilometri su tutta la valle della Dordogna, Corbiac, pur essendo vicina a depositi di selce e sorgenti termali, forma una chiusa sulla valle proveniente da nord prima di poter attraversare la Dordogna al guado di Bergerac.

bordeaux

I vigneti del Castrum de Bergerac e il priorato di Saint-Martin

Nato nel turbolento Medioevo, Bergerac deve le sue origini feudali all’amministrazione della regione dal 778 all’838 da parte di Wilbald, il primo conte di Périgord, nominato da Carlo Magno. Le vigne, dal canto loro, comparvero nell’XI secolo sotto due impulsi: signorile, dipendente dal Castrum affidato dal Conte di Périgord alla custodia di prevosti o governatori, che sorvegliavano il guado di Bergerac, ed ecclesiastico, in connessione con il priorato di Saint-Martin, fondato nel 1080 dall’abate di Saint-Florent de Saumur. Questo doppio vigneto si è poi sviluppato a nord della città, formando il primo nucleo del vigneto di Bergerac.

Nel XIV secolo, questo antico vigneto privilegiato fu delimitato in modo preciso e specifico dalla parola “vinée”, traduzione del diritto concesso nel 1322 da Renaud de Pons, signore di Bergerac, ai consoli e agli abitanti della città di apporre un marchio speciale sulle botti di vino che lasciavano il loro territorio: da un lato, una zampa di grifone, dall’altro, una torre.

Questa concessione fu confermata nel 1326 negli Statuti e nelle Dogane concessi da Jeanne de Pons, signora di Bergerac, e da suo marito Archambault III, conte di Périgord. La prima area vinicola si estendeva densamente sulle colline vicino alla città, a nord e a est.

Mentre un vigneto si irradia a nord dal priorato di Saint-Martin, le strade per Brive e Sarlat fanno da cornice a un’area interamente dedicata alla vite a est. Corbiac, al centro del triangolo Saint-Martin – Creysse – Lembras, si trova nel cuore di questa zona originaria già rinomata per la produzione di vino, una collina dove una località era chiamata “Puycharman”, poi “Pech-Charmant” e, con la francesizzazione, Pécharmant.

Corbiac deve il suo nome all’etimo latino corvus (o occitano corb), il nome del corvo, mentre il suffisso “ac” (da acum) esprime l’idea di proprietà. Il nome è stato probabilmente dato in riferimento alla presenza di corvi in questo sito alla periferia di Bergerac.

Dalla Casa di Albret ai Gascq: Corbiac, le sue viti e il suo vino di ferro

Scossi dalle turbolenze della Guerra dei Cent’anni, i vigneti di Bergerac, che nel 1495 si erano espansi verso sud insieme a Monbazillac, presero naturalmente posto tra i vigneti che esportavano verso le isole britanniche, essendo legati alla corona inglese dalla Casa di Albret.

Allo stesso modo, nei secoli successivi, gli acquirenti olandesi trovavano a Bergerac vini di qualità, più accessibili e con un’immagine migliore rispetto ai vini di Bordeaux dell’epoca, che per privilegio reale potevano essere venduti anche prima di Natale. I vini rossi di Bergerac erano prodotti principalmente con il Côt rouge, una varietà di Côt a peduncolo verde, nota per la sua vinosità e simile al Malbec. Si potevano utilizzare anche altre varietà come Carmenet, Verdot, Picpoule, Périgord e Navarra. Il Fer (o Fert), un vitigno particolarmente associato alla regione di Bergerac, veniva utilizzato per produrre un vino noto come “de Fer” a Pécharmant. Produceva un vino molto scuro e corposo.

Nel 1587, le vicissitudini di un ramo della Casa d’Albret permisero a Guillaume de Gascq, avvocato e tesoriere generale dell’ufficio finanziario della Guyenne, allora avvocato di Enrico IV presso la sede di Bazas, di acquisire alcune proprietà dell’allora Contea di Périgord. La famiglia de Gascq possedeva così gli château di Portets (a Graves), La Louvière (a Pessac-Léognan), il futuro château Palmer (a Margaux) e Corbiac.

Alla fine del XVI secolo, Corbiac, caratterizzata da una calda architettura ugonotta, fu data in dote quando i discendenti di Guillaume de Gascq sposarono François Faure, comproprietario di Lussas e Fontroubade, gentiluomo protestante della compagnia del Re di Navarra e governatore di Bergerac, i cui eredi portarono il titolo di signore di Corbiac.

Va inoltre ricordato che nel 1571 François Faure de Lussas, signore di La Ribeyrie, Grateloup e Corbiac, sposò Nolette de La Rivière (in dialetto locale: de La Ribeyrie), una dama di Casteignie, sorella di Savinien I de Cyrano, signore di La Rivière, nonno del famoso poeta, filosofo e spadaccino Savinien II de Cyrano de Bergerac, immortalato nel 1897 dalla famosa commedia eroica in versi di Edmond Rostand: Cyrano de Bergerac…

Dalla fine del Medioevo, la tenuta è stata tramandata all’ultimo proprietario sopravvissuto: solo 19 proprietari sono succeduti ai loro genitori. Nel corso di quasi cinque secoli, le famiglie Faure de Lussas, Villepontoux de Jaure, Sorbier de Jaure e Durand de Corbiac si sono succedute fino ai giorni nostri.

Alla fine del XVII secolo, la tenuta di Villepontoux-Sorbier contava 260 ettari di poderi e vigneti. La cura delle vigne in questo periodo è testimoniata dai libri contabili tenuti da Anne de Villepontoux, che il 21 luglio 1754 scrive sul conto del viticoltore Michelou de Puycharman:“jay donné six livres à Michelou pour donner à son valet“.

L’attenzione alla tenuta di Corbiac e ai suoi vigneti è continuata di generazione in generazione, come nel 1864, quando Napoleone III assegnò il Prime d’Honneur al Concours Régional Agricole a nostro nonno Paul Durand de Corbiac per tutto il suo lavoro di modernizzazione della tenuta,

o nel 1903, quando le Editions Féret descrissero il vigneto di 40 ettari di Adrien Durand de Corbiac a Pécharmant o Pech-Charmant come uno dei primi ad essere stato reimpiantato con piantine americane innestate con varietà d’uva scelte dopo la devastazione operata dalla fillossera sui vigneti francesi alla fine del XIX secolo.

Più che mai attuale, questa attenzione, segnata da una storia fuori dal comune, proietta Corbiac verso il futuro nella continuità e nell’espressione di un marchio singolare, che già negli anni ’10 affermava il suo carattere eccezionale e che nasceva dal terroir originale dei vigneti di Bergerac, per deliziare il palato degli amanti del vino e dei buongustai.

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Durand de Corbiac EI – Château de Corbiac – Route de Corbiac – Pécharmant – 24100 Bergerac – France
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